Ciò che non uccide fortifica. Continuo sull'onda di detti /frasi fatte/ affini perchè amo ritrovare in esse il mio briciolo di verità.
Amici blogger, vi racconto una storia.
Premetto che questa storia è vera e che IO stento a crederci. Ma tant'è.
Avevo 20 anni, era il 18/10, data che non dimenticherò mai ( anche per via dell'assonanza con l'acciaio inox)
Mi sentivo con un tipo, all'epoca. Un perfetto imbecille, avrei scoperto poco dopo. Pensate che rispondeva ai miei sms solo alle tre di notte, a qualunque ora io glieli mandassi. Tanto che io avevo preso una specie di riflesso, intorno alle tre mi svegliavo per controllare. No per dirvi la coltre di idiozia che lo ricopriva tutto nel suo metro e 88 per 100 Kg ( era un armadio a muro e per me, novella lillipuziana era un enorme motivo di attrazione). Scusate la divagazione.
Allora, quella sera del 18/10 io ero andata ad una festa di compleanno tornai a casa verso le due di notte.
Durante il viaggio di ritorno, in macchina (era già il 19/10) io ebbi uno degli strani lampi che la mia mente ha di tanto in tanto.
Pensai: secondo me oggi ( e pensai 19/10) è nato l'uomo della mia vita.
Non lo scordai mai più.
Passavano gli anni ed io in Ottobre iniziavo a pensare a quel pensiero di tanti anni prima.
Arrivò per me il IV anno di medicina, il momento di scegliere dove fare internato e chiedere poi la tesi. Due anni fa ormai.
Avevo sempre pensato, fin da bambina di fare la ginecologa. Forse perchè era l'unica cosa di cui sapessi qualcosa, forse per curiosità, insomma ad oggi non so perchè lo pensavo ma lo pensavo. La mia famiglia appoggiava e mi incoraggiava.
Io non mi ricordo parte attiva in quella scelta ( e lo dico con il senno di poi... quanto sarei diventata parte attiva davvero!), ero molto confusa, ancora immatura "professionalmente", non mi rendevo conto di quello che facevo.
Così, quasi "telecomandata", in un giorno buco, poichè ero nelle vicinanze, mi reco in ginecologia.
Ero imbarazzatissima.
Arrivo con insolita solerzia al piano giusto (il policlinico è un labirinto), tutta presa dalle "prove" del discorso che avrei dovuto fare all'ipotetico prof che avrei incontrato, tutta tesa. Insomma, pensavo a questo e pure intensamente. Era il 13 Ottobre.
La prima porta dopo le scale. La guardo. Leggo. Decido di bussare lì. Non ci posso credere. Così facile. Penso questo mentre guardo la porta e per due minuti buoni non busso.
La porta si apre. Ne esce un ragazzo. Io lo vedo come avvolto da una nube bianca, lo vedo girare, lo vedo bellissimo (più di quanto fosse, pur essendo un bel ragazzo!), lo vedo trasfigurato, mi sento girare, non capisco più nulla.
Durò un attimo ma mi sembrò infinito (frase fatta, ma è vero!!! Fu così!). Gli chiesi se il dottore che cercavo era dentro. Entrai. In barba alle prove gli feci un discorso pietoso, dovetti apparire proprio idiota.
Il dottore mi disse che in reparto stava poco, che mi avrebbe presentato un collaboratore. Usciamo dalla stanza, imbocchiamo un corridoio. Il collaboratore era lui, il ragazzo della porta.
Io penso solo : "che culo! " ed un attimo dopo "troppo bello, soffrirò come un cane"
No, non perchè fosse bello io l'avevo visto così. In un istante, e questo l'avrei capito dopo, io l' avevo "percepito" per intero, come se lo avessi radiografato nel profondo.
Avevo 21 anni, lui ancora 26 quel giorno.
Inizio a frequentare il reparto, sempre con lui. Mi è familiare perchè è esattamente come io mi ero sempre immaginata la mia metà della mela. Io non lo conoscevo (nè l'avrei mai conosciuto, forse) ma lo "sentivo" forte: immaginavo ciò che avrebbe detto, immaginavo i suoi gusti e puntualmente ci prendevo.
Qualche giorno dopo, però, ebbi la conferma definitiva che c'era qualcosa di molto strano: ascoltavo la radio in macchina, l'oroscopo. Giunti alla bilancia pensai: uno di questi giorni deve essere il suo compleanno.
Arrivai in reparto, quel giorno, e lo vidi pieno di pacchi e pacchetti: lo aiutai e gli chiesi cosa fossero.
"Ho portato un dolce", mi rispose, "E' il mio compleanno oggi!"
Quel giorno era il 19 Ottobre.
Io mi sono tenuta tutto nella mia testa, a lui non piacevo, non interessavo, non lo so.
Era gentilissimo con me ( e con tutti, una persona squisita), mi chiamava "nennè" (bambina) e forse è così che mi vedeva.
Non si è innamorato di me, ma io mi sono innamorata di lui. Anche se in 1 tutti dicono che non si può amare davvero. Cazzate, si può ed io lo so.
In quell'anno mi accorsi che quella non era la mia strada.
La chirurgia mi spaventava e a ginecologia ce n'era decisamente troppa.
Ad un certo punto mi accorsi che ero lì per lui, che senza di lui sarei andata via molto prima.
Ma lui era un muro impenetrabile da me. Ero la sua mascotte, ma nulla più.
L'amor che a nullo amato amar perdona andava a farsi benedire con me.
Sentivo che così stavo buttando via troppo di me e dopo un anno, (ormai un anno fa) in Ottobre, decisi di cambiare e di seguire la mia strada ( che conoscevo, bastava dirlo a me stessa).
Mi presentai in ematologia, senza tensione, sicura che ero nel giusto.
Ma con la morte nel cuore. Non lo trovai per salutarlo l'ultimo giorno. Salvo poi incontrarlo per caso in un luogo ed in un momento impensato una settimana dopo. Mi comparve davanti come un angelo e fu quel giorno che gli dissi un "ciao" che ero convinta non fosse un addio come sembrava.
Ma dentro di me sapevo che non mi avrebbe cercata mai, lo sapevo e piangevo.
Quante lacrime ho versato per lui. Lacrime ridicole per tutti (non lo conosci...non siete stati insieme...affermazioni equivalenti per me a stilettate..)
Ma non erano ridicole per me, sapevo che magia avevo vissuto: avevo toccato con mano i miei sogni. Lui era tutte le mie speranze incarnate.
Io sapevo che era così.
Sono stata male, mi son fatta male. Mi sono odiata, mi sono svilita, mi sono punita.
L'avevo perso per strada, perchè l'avevo dovuto incontrare?
Questo per quasi un anno. Ora siamo di nuovo in Ottobre. Giovedì è il 19 Ottobre.
Ho domato il dolore, che c'è ma s'è fatto sordo, da acuto e pulsante che era.
Ciò che non uccide fortifica.
Oggi ho scritto questa storia per sancire questo. Nonostante tutto sono contenta di aver saputo che posso provare cose simili. Mi fa piacere che uno come lui vaghi per il mondo e che io sappia con certezza che non è solo un sogno ma che esiste.
E la magia di quella porta che si apre è ormai nella mia carne e nei miei occhi.
Buon compleanno.
Come andò a finire poi?
Che fine ha fatto Mr 19/10?
Che fine ho fatto io?
E' andata a finire che non lo trovavo più.
Lui aveva finito la specializzazione, mentre io l'avevo appena cominciata.
Così neppure in un incontro casuale potevo più sperare.
Ma io non potevo sopportare l'idea di non sapere dove fosse.
E facebook non era ancora di moda, anche se io speravo tanto che la inventassero una cosa così in quei momenti bui.
Così trovai un modo per sapere dov'era e seppi che era a chilometri da me.
E questo un po' attutì la mia tristezza.
Poi faccialibro diventò di moda ed io mi iscrissi sapendo nemmeno tanto inconsciamente qual era la ragione che mi spingeva a farlo.
Dopo un mese di ricerche lo trovai, su faccialibro.
Non sapevo più nulla di lui e, all'improvviso, seppi tutto quanto.
Dov'era, che faceva, che stava mangiando e quale canzone degli U2 lo rappresentava meglio.
Seppi pure che era fidanzato.
E dalle foto ho potuto constatare che era fidanzato con un vero cesso.
Un po' vecchietta, un po' in carne, un po' (troppo) aquilina di naso.
Ci è voluto faccialibro per farlo diventare un comune mortale.
Per farmi smettere di pensare a lui come ad una specie di mito.
E beh, il 23 Maggio se la sposa.
Ed io?
Io penso soltanto che non avrà mai la fortuna di sapere cosa si è perso.
Pensate quanto sono cambiata.
Un mesetto dopo scrissi "Il post degli orrori" ....
Amici bloggers, il mio blog langue in questo periodo perchè sono nel periodo: esame di medicina legale/medicina del lavoro(!)-la fase finale!
Allora, l'esame mi interessicchia e già penso (come ho fatto più o meno velatamente in tutti gli esami tranne, credo, ortopedia che mi faceva troppo schifo!): "ah, io farò i quiz anche a medicina del lavoro, mi tengo aperta anche questa porta".
E poi, battagliera aggiungo: "Voglio difendere i diritti dei lavoratori, rompere le palle alle aziende sulla sicurezza" (sob sob, mi faccio ridere da sola!).
Peccato che, ad oggi, io mi voglia tenere aperta anche le seguenti porte:
reumatologia
immunologia clinica
anatomia patologica
patologia clinica
ematologia (che è poi la scelta principale, ma l'ho messa qui ed ora mi scoccio di copiare-incollare e metterla sopra!)......
E, grazie a questo post, non vi sto a dire per quale strani giri del destino, ho conosciuto qualcuno.
Qualcuno del quale, quasi due anni dopo e davvero davvero inaspettatamente, mi sono innamorata.
Qualcuno che mi ama da morire e che mi ha resa una donna.
Qualcuno che mi guarda e mi abbraccia mentre dormo e che mi porta le caramelle quando sono di guardia.
E' andata a finire così.
E finisce qui anche questo blog.
Adesso capisco perchè non riuscivo più a scriverci.
Perchè questo blog è nato per raccontare un capitolo della mia storia, un capitolo che si è concluso.
Ora ne è iniziato uno nuovo.
Non so se mi tornerà mai la voglia di raccontarlo, di raccontarmi.
Ma è stato utilissimo farlo.
E poi, in fin dei conti, è grazie al blog che ho conosciuto "quel qualcuno".
Quel qualcuno che "è entrato nella mia vita per puro caso e che adesso mi sta scaldando il cuore" (dai suoi auguri di Natale)
"Non v'è nulla di meno casuale del caso" come qualcuno ama dire.
Beh, il fatto è che il caso mi ha portata altrove.
Il bello è che sono stata felice di andarci.
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